In risposta alle recenti dichiarazioni del sindaco di Trento, Franco Ianeselli
Le recenti dichiarazioni del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, in merito al referendum lasciano decisamente perplessi. Perché vota no? Perché ha compreso dopo lungo approfondimento quali sono i problemi della giustizia? No. Vota no perché il referendum é diventata una “zuffa politica”.
Dopo settimane di indecisione, invece di spiegare ai cittadini nel merito le ragioni della propria scelta, il sindaco ha motivato il suo voto contrario sostenendo che il referendum sarebbe stato trasformato in una zuffa alimentata da falsità e scorrettezze, per la quale dovrebbe peraltro rivolgersi alla sinistra di cui fa parte. Di qui la sua decisione.
Una giustificazione che appare debole e, soprattutto, profondamente offensiva nel metodo nei confronti dei cittadini che dovrebbe rappresentare. I referendum servono per consentire alle persone di confrontarsi – anche in modo acceso se rispettoso – su questioni importanti per la comunità. Ridurre tutto al “clima politico” e utilizzare questo argomento per giustificare una scelta personale significa evitare di affrontare il merito della questione. Certo, in questo periodo sono state dette tendenziose falsità su una riforma che è chiarissima nell'articolato e negli intenti, ma è proprio il fronte del no ad aver alimentato le stesse falsità e scorrettezze richiamate dal sindaco.
“C’è stato un momento in cui si potevano ascoltare le ragioni del sì e del no e formarsi un’idea” dichiara il sindaco. Prendo quindi altresì atto che il primo cittadino della città capoluogo della nostra Regione, la mia città, forma la propria opinione seguendo le “zuffe politiche” che trova su social, titoli di giornale e TV, piuttosto che analizzando e approfondendo il testo della riforma articolo per articolo, come tutti noi abbiamo fatto prima di iniziare gli incontri informativi su tutto il territorio provinciale.
Questa uscita, purtroppo, conferma una tendenza sempre più evidente: di fronte a temi importanti, l’amministrazione di Trento preferisce spesso il tatticismo politico alla chiarezza e alla trasparenza verso i cittadini.
I cittadini di Trento meritano dai rappresentanti delle istituzioni rispetto, chiarezza e un confronto politico basato sui contenuti, non su giustificazioni che appaiono più come un tentativo di comodo di sottrarsi al merito del dibattito.
Mi pongo quindi una domanda: per un sindaco che era segretario della Cgil, che si è apertamente schierata in modo contrario alla riforma, quanto è effettivamente più comodo e utile schierarsi per il No, seppur con motivazioni incomprensibili e aggiungo banali, dopo l’indecisione iniziale?
Fratelli d’Italia sostiene le Ragioni del sì senza doversi arrampicare sugli specchi come chi sostiene posizione diversa, ma entrando nel merito in modo puntuale. Questa riforma non è una battaglia di potere, ma di libertà, anche della magistratura al suo interno. Una riforma che anche la sinistra e i cinquestelle volevano, che mira a liberare la magistratura dalle correnti ideologizzate, garantire una responsabilità per chi sbaglia con ingiuste detenzioni, garantire i diritti dei cittadini nel giusto processo attraverso giudici che pronunciano le sentenze separati nella carriera dai pm che accusano.
Una riforma da esaminare guardando al futuro attraverso un articolato che merita, soprattutto da chi rappresenta le istituzioni, di essere studiato senza pregiudizi ideologici e soprattutto senza strabismi di opportunismo politico. E questo è un suggerimento che do a tutti, avendolo dato fin da subito anche a me stessa, nessuno escluso: la Costituzione é una cosa seria, trattiamola con la serietà che merita.
Francesca Gerosa
Presidente Fratelli d’Italia Trentino